mercoledì, Ottobre 14

Multiversity – Unipegaso, Fnsi e Assostampa regionali: «L’informazione sia impermeabile a qualsiasi interferenza»

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La vicenda dell’inchiesta della Procura di Napoli «riporta all’attenzione l’importanza dell’indipendenza delle redazioni», rileva il sindacato, che, «pur nel rispetto del lavoro della magistratura e nell’attesa dell’accertamento di eventuali reati commessi da singoli», torna a sottolineare come «il delicato equilibrio tra giornalismo, potere economico e interessi commerciali vada costantemente monitorato.

«La recente vicenda dell’inchiesta della Procura di Napoli sulla vicenda Multiversity-Unipegaso università telematica riporta all’attenzione l’importanza dell’indipendenza dei giornalisti e della qualità dell’informazione nel nostro Paese. Temi che fanno parte del Dna della Federazione nazionale della Stampa italiana che, pur nel rispetto del lavoro della magistratura e nell’attesa dell’accertamento di eventuali reati commessi da singoli, non può non sottolineare ancora una volta che il delicato equilibrio tra informazione, potere economico e interessi commerciali vada costantemente monitorato. Equilibrio che non può prescindere dalla garanzia di impermeabilità a qualsiasi tentativo di interferenza politica ed economica, anche nel servizio pubblico». Così la Giunta Esecutiva Fnsi e la Consulta delle Associazioni Regionali di Stampa al termine della riunione svoltasi mercoledì 14 ottobre 2026 a Roma.

«La pervasività dei sistemi di intelligenza artificiale – proseguono la Fnsi e le Assostampa – impone, oggi più che mai, un ruolo primario dei giornalisti, della loro indipendenza e del forte rispetto delle norme deontologiche a tutela, in primis, dei lettori. Ai colleghi direttori, come hanno fatto i Cdr di Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, la Repubblica e La Stampa, chiediamo di vigilare e garantire i principi fondamentali della professione. Agli editori ribadiamo che la strada per rilanciare, anche economicamente, il settore non passa né dalle cosiddette marchette né dallo svendere il patrimonio culturale, presente e passato, delle loro testate, che è in parte anche nostro. Passa, piuttosto, da un vero rilancio della informazione indipendente e di qualità». (mf)

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