Perugia, 14 giugno 2026 – Pochi giorni fa è iniziato un nuovo mandato per l’Associazione Stampa Umbra. Grazie alla fiducia di colleghe e colleghi sono stato rieletto presidente. Di questo ringrazio tutte e tutti di cuore e sono certo che tutti insieme riusciremo a fare un lavoro proficuo e al servizio della categoria.
Prima di esporre le linee di mandato però voglio tributare un sentito ringraziamento alla collega Noemi Campanella che ha preso la decisione di mettere a disposizione il ruolo di vice Presidente, ruolo, per inciso, ottimamente svolto, per dare modo ad altri colleghi di cimentarsi in questa esperienza e di crescere in responsabilità e coinvolgimento. Un gesto nobile, di una persona che ha sempre mostrato grandi doti umane e professionali e che ha fatto dell’impegno sindacale disinteressato un principio inscalfibile.
Un grazie sentito anche alle colleghe e ai colleghi che rispetto al precedente mandato non sono, per vari motivi, oggi presenti nel direttivo. Un benvenuto a chi è entrato e un augurio di buon lavoro per le sfide che attendono Assostampa Umbra nel prossimo futuro.
Molto è stato fatto, molto vi è ancora da fare. Innanzitutto mantenere la barra dritta nei rapporti con la Fnsi. Il ruolo qualificato di Asu nella maggioranza nazionale e nella giunta Fnsi, sono un vanto, ma soprattutto garanzia per tutte le colleghe e i colleghi umbri e fanno coppia con i ruoli nazionali di Casagit assunti recentemente da altre colleghe umbre. Elementi questi che vanno doverosamente sottolineati perché testimoniano della crescita complessiva del nostro sindacato.
A febbraio 2027 si svolgerà a Napoli il congresso nazionale per il rinnovo delle cariche sindacali, tra cui spicca, ovviamente, quello del segretario generale. Sarà un appuntamento molto importante nel quale Asu non farà da semplice comprimaria per i motivi sopra descritti e per la credibilità che il sindacato umbro ha ormai assunto a livello nazionale, grazie alla serietà, alla rettitudine, al contributo sempre volto alla crescita e alla costruzione e al senso di responsabilità che hanno caratterizzato il precedente mandato e che dovranno caratterizzare anche il nuovo mandato appena iniziato.
Fra le priorità impostate per i prossimi quattro anni c’è senza dubbio la nuova legge per l’editoria ormai entrata nella fase cruciale e sulla quale Assostampa è stata decisiva per l’impulso e per la redazione pratica, insieme all’Ordine dei Giornalisti, della nuova bozza normativa. La prima stesura è infatti ormai pronta e ora dovrà iniziare l’iter che coinvolgerà gli editori e l’Assemblea regionale per il necessario voto definitivo. Si tratta di uno strumento concreto per tutto il sistema che poggia su due pilastri: lavoro e innovazione. Gli obiettivi sono la crescita dell’editoria, il contributo alla lotta al precariato con la creazione di contratti stabili e di settore, l’aumento delle dotazioni tecnologiche.
Occorre poi rafforzare il rapporto con i Cdr, i fiduciari di redazione e l’Usigrai, dando conseguentemente attuazione alla Consulta specificamente prevista dal nostro statuto. Occorre aprire e mantenere un dialogo strutturale con tutto il mondo del precariato che oggi per la nostra professione costituisce purtroppo una realtà, basti pensare che circa il 60 per cento di chi svolge questa professione non ha un contratto stabile. Molti hanno retribuzioni da fame, mentre l’equo compenso è fermo per l’ostracismo degli editori. Estendere poi l’interesse verso i nuovi media, è un altro passo essenziale per un sindacato moderno.
Penso al mondo dei quotidiani on line, ma anche dei blogger, laddove osservino le regole del giornalismo. Sono mondi poco esplorati e verso i quali invece bisogna guardare con grande attenzione perché quello che solo pochi anni fa era considerato il futuro, oggi è la realtà quotidiana. Un sindacato moderno non può restare ancorato, direi quasi metaforicamente parlando, prigioniero, dei vecchi schemi legati a chi un contratto tradizionale può ancora vantarlo. Il mondo di oggi è cambiato e sta al sindacato andarlo a cercare ed incontrare, non il contrario.
E su questo principio si dovrà attuare il protocollo per gli uffici stampa firmato recentemente con Odg e Anci per dare risposte concrete ad un settore in crescita e che ormai annovera professionalità consolidate e nel quale occorre tenere alta l’attenzione sull’esercizio improprio della professione. Bisogna anche continuare a sensibilizzare la pubblica amministrazione sul rischio costituito dai social media manager che mischiano in maniera confusa comunicazione, informazione, propaganda e marketing rendendo difficile per il cittadino ricevere messaggi attendibili e informazioni certe.
Dobbiamo ribadire il concetto che un media manager non potrà mai fare o spacciarsi per giornalista, il giornalista può e deve fare anche un lavoro sui social media perché è un professionista abilitato, grazie alla legittimazione che gli viene da un ordine professionale, e riconosciuto anche dal contratto nazionale di pubblico impiego laddove si sancisce la figura del giornalista pubblico.
Sul versante interno, ci sarà da aumentare il dialogo con i gruppi di specializzazione e armonizzare le attività in rapporto al sindacato, ricordando la natura dei gruppi stessi e lavorando per far crescere il sindacato nel suo complesso.
L’Assostampa dei prossimi 4 anni dovrà essere un sindacato che dialoga con l’esterno non limitandosi al mondo della nostra professione: in particolare dovrà farlo con gli altri sindacati, con le istituzioni, con le espressioni della società civile e persino con la politica senza remore e senza pregiudizi.
Continuerà con convinzione il rapporto con l’Ordine dei Giornalisti insieme al quale stiamo elaborando una serie di incontri sui territori ed altre le iniziative volte a venire incontro a colleghe e colleghi.
Asu in questi anni ha registrato una crescita, pur se non imponente, del numero di iscritti. Lo sforzo che dovremmo fare sarà quello di accelerare su questo versante tenendo conto che un sindacato acquista forza in ragione della sua rappresentatività e della sua capacità di essere punto di riferimento.
Vogliamo essere un sindacato nel quale, oltre alle attività legate alle strette esigenze del lavoro, si parli e ci si confronti sulla cultura della nostra professione e sulla nostra società, essendo noi, per formazione professionale, i più attenti osservatori del mondo che ci circonda a 360 gradi. Il sindacato non è un circolo chiuso ad uso e consumo di chi lo fa, è invece la casa di tutte le giornaliste e di tutti i giornalisti, vuole essere un punto di riferimento, un luogo di confronto, un’occasione di incontro.
Un luogo dove si costruisce la professione in maniera seria, trasparente, intelligente e solidale. Dove non c’è spazio per i personalismi, per le polemiche sterili, per le scorciatoie e per i disfattismi. Dove il valore aggiunto è la solidarietà, il rispetto, il senso di appartenenza. Valori che abbiamo il dovere, tutti, non solo chi è stato eletto, di custodire e difendere, ponendo sempre su di essi la massima cura e l’ossessiva attenzione.