venerdì, Marzo 1

Parlamento Ue, via libera in commissione Cultura alla bozza di posizione sul Media Freedom Act

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Varate alcune modifiche rispetto al testo proposto dalla Commissione. I deputati chiedono, fra l’altro, di eliminare ogni forma di pressione sui media, il divieto di spiare i giornalisti, più trasparenza. Prossimo passo il voto in plenaria dal 2 al 5 ottobre 2023.

Via libera dalla commissione Cultura dell’Eurocamera alla bozza di posizione sulla legge europea sulla libertà e trasparenza dei media, adottata giovedì 7 settembre 2023 con 24 voti a favore, 3 contrari e 4 astensioni. La commissione dell’Eurocamera chiede che i requisiti di trasparenza si applichino a tutti i contenuti dei media, e non solo alle notizie o agli affari di attualità come proposto nel testo della Commissione Ue.

Nel testo gli eurodeputati chiedono che sia garantita la pluralità e l’indipendenza dei media dalle influenze governative, politiche, economiche. O dagli interessi privati. Il testo rimarca inoltre la volontà di vietare ogni forma di interferenza e pressione sui media, compresa la forzatura dei giornalisti a rivelare le proprie fonti, l’accesso a contenuti crittografati sui loro dispositivi o l’uso di spyware ai loro danni.

Tema, quello dell’introduzione del divieto di spiare i cronisti, sul quale si è espressa di recente anche la Federazione europea dei giornalisti invitando giornaliste e giornalisti di tutto il continente a sottoscrivere una lettera aperta agli europarlamentari.

La commissione Cultura propone anche di limitare la pubblicità pubblica assegnata a un singolo fornitore di media, piattaforma online o motore di ricerca al 15 per cento del budget pubblicitario totale assegnato da tale autorità in un dato paese della Ue.

Per valutare l’indipendenza dei media, l’Eurocamera chiede poi di obbligare i mezzi di informazione a pubblicare informazioni su chi li possiede e su chi ne trae vantaggio, direttamente o indirettamente, e che riferiscano sulla pubblicità statale e sul sostegno finanziario statale, anche quando ricevono fondi pubblici da Paesi extra-Ue.

La bozza di posizione chiede inoltre che i fornitori di servizi editoriali riferiscano su ogni potenziale conflitto di interessi e su ogni tentativo di interferenza nelle decisioni editoriali.

«La libertà dei media è seriamente minacciata in diversi paesi della Ue: ecco perché la nuova legge deve essere incisiva e non limitarsi a parole. Abbiamo rafforzato la proposta della Commissione per salvaguardare in modo significativo l’indipendenza dei media e proteggere i giornalisti, senza indebolire allo stesso tempo le nostre differenze culturali», il commento della relatrice Sabine Verheyen.

Il testo adottato dovrà essere confermato dal Parlamento europeo, con un voto previsto durante la plenaria dal 2 al 5 ottobre, prima che i deputati possano avviare le discussioni con il Consiglio sulla forma finale della legge.

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