mercoledì, Dicembre 2

Gruppo Corriere fa marcia indietro sui prepensionamenti. Il sindacato pronto ad assistere i colleghi

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Il Gruppo Corriere, editore del Corriere dell’Umbria e al quale fanno capo il Corriere di Siena, il Corriere di Arezzo e il Corriere di Viterbo, ha reso noto di aver rinunciato al piano di riorganizzazione basato sulla cassa integrazione finalizzata al prepensionamento di due giornalisti. L’azienda ha deciso di proseguire nell’applicazione del contratto di solidarietà già accordato a suo tempo dal ministero. L’accordo era stato firmato al ministero del Lavoro dall’azienda e dal Comitato di redazione, mentre Federazione nazionale della Stampa italiana, Associazione Stampa Toscana, Associazione Stampa Umbra e Associazione Stampa Romana avevano rifiutato di sottoscriverlo. Il ritiro del piano, spiega l’editore, è avvenuto in seguito alla verifica, dopo la firma dell’accordo, che le norme non consentono di applicare il prepensionamento a colleghi pubblicisti ex art.36, condizione contrattuale questa di uno dei due giornalisti destinati al prepensionamento.
Si conclude così, in modo triste e paradossale, una delle fasi della vertenza tra i giornalisti e l’azienda che ha visto quest’ultima pervicacemente sorda ad ogni tentativo di invito da parte di Fnsi e Assostampa regionali di soprassedere all’apertura della procedura di Cig finalizzata ai prepensionamenti, dicendosi disponibili a discutere di altre soluzioni per contenere i costi in questa fase di emergenza sanitaria. In questo modo si sarebbe dato respiro a redazione e azienda nel tentativo di un rilancio peraltro già fortemente compromesso dalla decisione unilaterale del Gruppo di trasferire a Perugia i giornalisti delle redazioni di Siena, Arezzo e Terni: un rarissimo e bizzarro caso di asserita volontà di maggiore radicamento delle testate in questi territori, ma senza che in essi vi fosse la presenza dei giornalisti. Un progetto fuori da ogni logica imprenditoriale e professionale.
La Fnsi e le Associazioni regionali di Stampa Toscana, Umbra e Romana, di fronte al fallimento della strada fin qui intrapresa, segnata dalla mai negata volontà dell’obiettivo finale di licenziamenti una volta esaurita la Cig e dalla scarsa conoscenza delle norme, si dichiarano pronte a riprendere la trattativa, purché basata su più congrue e ragionevoli prospettive, e ad assistere in ogni sede tutti i colleghi del Gruppo Corriere.

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