domenica, Aprile 14

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge con la ‘norma bavaglio’. Fnsi: «Porteremo il caso in Europa»

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Il sindacato dei giornalisti ha già chiesto e ottenuto audizioni con le istituzioni europee per «denunciare il quadro sempre più critico che sta maturando per la libertà di stampa in Italia».

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale, sabato 24 febbraio 2024, la Legge di delegazione europea che contiene, all’articolo 4, la delega al governo a modificare il codice di procedura penale prevedendo ‘il divieto di pubblicazione integrale o per estratto del testo dell’ordinanza di custodia cautelare finché non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare’.

La norma, che è un bavaglio alla stampa e un limite all’informazione, era stata introdotta nel corso dell’esame del testo alla Camera dal deputato di Azione Enrico Costa e ha subito suscitato la protesta della Fnsi e degli altri organismi della categoria.

Contro la ‘norma Costa’ si sono mobilitate, durante l’iter di approvazione in parlamento, sia la Federazione nazionale della Stampa italiana che le Associazioni Regionali di Stampa. Ora il sindacato dei giornalisti è pronto a portare il caso in Europa: ha già chiesto e ottenuto audizioni, previste nelle prossime settimane, con le istituzioni europee.

«Negli ultimi anni – rileva la Fnsi – si stanno moltiplicando interventi normativi che restringono il diritto di cronaca e più in generale la libertà di stampa nel nostro Paese. In alcuni casi, questo viene fatto in occasione del recepimento di direttive europee. È accaduto con la cosiddetta ‘riforma Cartabia’ sulla presunzione di innocenza. E ora si rischia un’ulteriore stretta, con il divieto di pubblicazione delle ordinanze di custodia cautelare e con altri provvedimenti in discussione in parlamento, come la riforma della diffamazione, che aumenta le sanzioni per i giornalisti, mentre nulla viene fatto contro le Slapp».

Per questo «è necessario portare all’attenzione delle istituzioni europee quanto sta accadendo – incalza il sindacato – e denunciare il quadro sempre più critico che sta maturando per la libertà di stampa in Italia».

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