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Provincia di Perugia accoglie richiesta di emendamento dell’Asu a testo nuovo statuto

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(Cittadino e Provincia) – Perugia, 23 gennaio ’15 – Il Consiglio provinciale di Perugia nella seduta odierna ha adottato lo Statuto dell’Ente e ora la parola passa per l’approvazione definitiva all’Assemblea dei sindaci che dovrà riunirsi a breve. “Apprezzamenti da parte di tutti i consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, e dal presidente Nando Mismetti sono giunti per il lavoro svolto dalla Commissione consiliare permanente Statuto e Regolamenti – Controllo e garanzia, presieduta da Enea Paladino per il lavoro svolto entro i termini fissati dalla legge e, soprattutto in un periodo non facile per la vita istituzionale dell’Ente alle prese con la riforma che lo vede trasformato sempre più in un ente a supporto dei Comuni. Il documento licenziato dal Consiglio rispetto all’impianto originario è stato emendato all’articolo 62 che ora distingue in maniera netta, come prevede la legge 150/2000 le funzioni di informazione e comunicazione a differenza della formulazione iniziale che menzionava solamente l’attività di “comunicazione”. Non è stata, invece, accolta la nota del sindaco di Norcia Nicola Alemanno perché faceva riferimento alla legge di Stabilità 2015 e, come ha spiegato lo stesso Paladino “essendo una legge con una durata temporale precisa non può essere presa in considerazione per lo Statuto che ci auspichiamo assuma il carattere della permanenza”. Il Presidente Mismetti ha sottolineato “lo sforzo unitario con cui si è portato avanti il documento il cui risultato non sempre è scontato. Si è trattato di un lavoro che non si è limitato al copia e incolla dello schema fornito dall’UPI ma arricchito di elementi culturali come l’impegno centrale sui temi della pace e la connotazione sempre più marcata di una Provincia come l’Ente dei Comuni”. Floriano Pizzichini (Provincia Civica) nel suo intervento ha rimarcato come l’aggiunta della parola “informazione” nello Statuto non sia da addurre a una semplice “svista” bensì alla superficialità della classe dirigente nazionale perché con un colpo di spugna non si possono lavare via professionalità. Segno evidente – ha concluso il consigliere – che le riforme non possono essere frutto di improvvisazione”. Apprezzamenti per il lavoro della commissione sono venuti dai consiglieri Filippo Mario Stirati, Massimo Perari e Giampiero Panfili

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