lunedì, Aprile 12

Lotta al precariato e Inpgi, la Fnsi ricevuta dal ministro Orlando

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Al centro dell’incontro i temi più urgenti da affrontare per rendere più equo il mercato del lavoro nel settore: ribadita la disponibilità ad affrontare le criticità e, sul fronte previdenziale, confermata la volontà di adottare i provvedimenti necessari per la salvaguardia dell’autonomia dell’Istituto.
Il ministro Andrea Orlando (Foto: @MinLavoro)

Il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, sono stati ricevuti oggi dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Nel corso dell’incontro si è parlato dei temi più urgenti da affrontare per rendere più equo il mercato del lavoro e contrastare il precariato nel settore dell’informazione. I rappresentanti del sindacato dei giornalisti hanno anche auspicato che riparta al più presto il tavolo di confronto per la messa in sicurezza dell’Inpgi.

Il ministro Andrea Orlando ha ribadito la volontà di affrontare il problema delle diseguaglianze per evitare il rischio di creare lavoratori e cittadini di serie B. Sul fronte previdenziale ha confermato di voler adottare i provvedimenti necessari per la salvaguardia dell’autonomia dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani. Per questo, ha annunciato che sarà presto riavviato il confronto, ripartendo dal lavoro avviato dal precedente esecutivo.

«Ringraziamo il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, per la disponibilità e la dichiarata volontà di affrontare e risolvere le criticità che affliggono il mondo del lavoro giornalistico – dichiarano Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti –. Il riequilibrio del mercato del lavoro, con interventi di contrasto al precariato, e la messa in sicurezza dell’Inpgi sono le due facce della stessa medaglia. Oltre che da interventi necessari per allargare la platea degli iscritti, la salvaguardia dell’autonomia e la stabilità dell’Istituto di previdenza dipendono, infatti, da misure di valorizzazione del lavoro regolare e dalla lotta a ogni forma di abuso nell’utilizzo di rapporti di lavoro atipico».

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