giovedì, Dicembre 1

I pensionati e la formazione permanente. L’esempio dell’Umbria

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L’ultima riunione del Consiglio nazionale Ungp è stata l’occasione per un interessante e stimolante confronto su tanti temi e problemi che riguardano il mondo dei giornalisti ed in particolare di noi pensionati: Fondo di perequazione, ex fissa, formazione professionale e scuole di giornalismo, riforma dell’Ordine, rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Auspico però che da questo nostro confronto possano uscire proposte specifiche da porre come Ungp all’attenzione della Fnsi e degli organismi di categoria.
Abbiamo approvato all’unanimità due ordini del giorno riguardanti la ex fissa ed il Fondo di perequazione.  All’ unanimità perché, a mio parere, un po’ troppo generici. La ex fissa viene ormai pagata con anni ed anni di ritardo. Ci sono varie proposte per ovviare a questa situazione. Come Ungp dovremmo farne anche noi. Personalmente ritengo che alla attuale lista che prevede il pagamento in ordine cronologico possano essere apportate eccezioni per reali casi di bisogno (malattie o altro) valutate ed autorizzate da una commissione.
Per quanto riguarda il Fondo c’è stata anche prima del  consiglio una ampia discussione con posizioni molto diverse tra i vari gruppi regionali. In proposito basta consultare il sito Ungp.  Nell’ordine del giorno approvato il 17 maggio scorso si chiede di valutare “criteri ed i tempi più opportuni per la destinazione dei fondi accantonati, tenendo conto delle priorità da rispettare per il sostegno del reddito dei colleghi più svantaggiati”. Anche in questo caso sarebbe opportuno specificare questi criteri. Per essere concreti: una cosa è una distribuzione per tutti anche se in proporzione per fasce di reddito ed un’altra è invece l’erogazione soltanto per le pensioni più basse. Personalmente sono favorevole alla seconda ipotesi per non disperdere e vanificare quello che potrebbe essere un aiuto concreto a pensionati e famiglie in difficoltà. Anche in questo caso con la definizione di parametri per l’individuazione dei redditi da sostenere.
Per quanto riguarda la formazione professionale, altro tema caldo della nostra discussione, ritengo che l’Ungp possa rivendicare un suo ruolo nella definizione di moduli e programmi didattici da parte dell’Ordine dei giornalisti. Anche i pensionati infatti, se sono bene informato, saranno obbligati a frequentare seminari e corsi pena la cancellazione dall’Ordine stesso. Come ‘allievi’ dobbiamo proporre corsi con esercitazioni sull’uso del web e dei nuovi media. Per non essere tagliati fuori non solo dalla professione ma dal mondo. Per quanto riguarda invece la formazione dei giovani in Umbria, ad esempio,  i pensionati da alcuni anni mettono a disposizione la loro esperienza e professionalità nei corsi per i pubblicisti che però sono aperti alla partecipazione di tutti.
Sono quindi tanti gli argomenti e le questioni sulle quali l’Ungp a mio parere può e deve intervenire con proposte concrete. Senza protagonismo ma con la profonda convinzione di rappresentare all’interno della Fnsi gli interessi dei pensionati da coniugare con quelli della intera categoria ed in particolare dei giovani, ai quali passare il testimone di un giornalismo che soprattutto ai tempi di Internet ha sempre più bisogno di professionalità e rispetto della deontologia.

Enzo Ferrini
Ungp Umbria

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