venerdì, Maggio 24

Conferenza dei Cdr, Ungp: «Grande condivisione per il documento approvato all’unanimità»

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Il presidente dell’Unione, Paolo Serventi Longhi, esprime in una lettera aperta a colleghe e colleghi l’apprezzamento dell’esecutivo e ribadisce: «Giornalisti attivi e pensionati devono collaborare per rendere più forte la Fnsi e dare certezze al futuro della professione».

«Care colleghe, cari colleghi, a nome dell’Esecutivo della nostra Unione, struttura sindacale di base della Fnsi, intendo esprimere grande condivisione per il documento da voi approvato all’unanimità e che fa riferimento alla relazione della segretaria generale Alessandra Costante». Lo scrive Paolo Serventi Longhi, presidente dell’Ungp in una lettera aperta alle giornaliste e ai giornalisti dei Comitati di redazione.

«In particolare – prosegue – condividiamo il forte richiamo all’esigenza di rinnovare il contratto, la preoccupazione per lo stato delle relazioni sindacali in molte aziende, la necessità di contrastare il precariato giornalistico e le violazioni contrattuali. I giornalisti pensionati dell’Ungp-Fnsi, da parte loro, contrastano la pratica illegittima di utilizzare prepensionati e pensionati nelle redazioni da parte di alcuni editori e direttori, anche in funzione di addetti ai desk e alle line, nelle stesse aziende in cui i pensionati hanno avuto l’ultimo rapporto di lavoro. Una pratica vietata da circolari dell’Inps che non escludono però il lavoro in redazione in altri gruppi e aziende dei pensionati, lavoro attivo che sottrae posti di lavoro ai giovani e che noi riteniamo allo stesso modo non legittimo».

In conclusione Serventi sottolinea quindi «l’esigenza di sollecitare colleghe e colleghi in via di pensionamento a mantenere l’iscrizione al sindacato anche dopo la fine del rapporto di lavoro. Purtroppo il passaggio dall’Inpgi all’Inps della gestione previdenziale principale dei giornalisti rende più difficile il mantenimento dell’iscrizione che va richiesta alle Associazioni regionali di Stampa. Non esiste alcun conflitto generazionale tra noi. Giornalisti attivi e pensionati – rimarca il presidente dell’Ungp – devono collaborare per rendere più forte la Fnsi e dare certezze al futuro della professione».

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