mercoledì, Febbraio 18

Copyright, Lasorella: «Equo compenso cruciale per l’editoria». Costante: «Italia e Europa tutelino l’informazione»

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La segretaria generale Fnsi a margine della presentazione, mercoledì 16 luglio 2025 a palazzo Madama, della relazione annuale dell’Agcom: «A fronte di un aumento del 250% della raccolta pubblicitaria a favore degli Ott, è necessario procedere rapidamente ad un riequilibrio».

«La Federazione nazionale della Stampa italiana apprezza il lavoro svolto da Agcom soprattutto nel riconoscimento e nella tutela del copyright e dell’equo compenso per lo sfruttamento online dei contenuti giornalistici da parte di quelle piattaforme che vogliono fare gli editori senza esserlo, senza assumersi il rischio di impresa di essere editori». Così Alessandra Costante, segretaria generale Fnsi, a margine della presentazione della Relazione annuale 2025 sull’attività svolta dall’Autorità.

«La Federazione della Stampa – ha aggiunto – auspica che la Corte europea confermi la posizione a favore del Regolamento italiano espressa dall’avvocatura generale. A fronte di un aumento del 250% della raccolta pubblicitaria a favore degli over the top, è evidente che Italia ed Europa devono procedere rapidamente ad un riequilibrio dell’informazione se credono davvero nella democrazia».

Per Costante, infine, «lo stesso problema di rastrellamento della pubblicità da parte degli Ott e di tutela del copyright si porrà quanto prima anche per le piattaforme e l’addestramento delle intelligenze artificiali. Un alert che la Fnsi lancia ad Agcom e al governo».

Sul tema della direttiva copyright tra le questioni «c’è quella dell’equo compenso per gli editori in relazione allo sfruttamento in ambiente digitale delle pubblicazioni di carattere giornalistico, una questione cruciale per il mondo dell’editoria e, in generale, del pluralismo informativo»: è stato uno dei passaggi del discorso tenuto dal presidente dell’Agcom, Giacomo Lasorella, nell’illustrare a palazzo Madama, mercoledì 16 luglio 2025, la relazione annuale dell’Autorità.

Soffermandosi sul settore dei media, Lasorella ha notato come la televisione non sia più il principale mezzo di informazione per gli italiani, visto che un italiano su due (il 52,4%), utilizza la Rete per informarsi. E tuttavia tv, radio e carta stampata «rimangono fonti informative ritenute più affidabili rispetto a social network e piattaforme»; di qui la «necessità di tutelare e salvaguardare l’informazione professionale», ha rimarcato il presidente dell’Authority.

A confermare i cambiamenti in atto nell’ecosistema mediatico italiano è l’analisi dei ricavi del settore: quelli delle piattaforme sono cresciuti di circa il 250% in 7 anni, passando da quasi 2 miliardi nel 2016 a circa 7 miliardi di euro nel 2023. Mentre si conferma «una preoccupante crisi strutturale» dei quotidiani, pur con una sostanziale tenuta dell’interesse alla lettura.

Ma se anche circa 11,2 milioni di persone dichiarano di leggere almeno un quotidiano in un giorno medio, nel 2024 si assiste ad una «sensibile ulteriore diminuzione della diffusione media giornaliera pagata, che risulta pari a 1,7 milioni di copie (cartacee e digitali), in calo del 6,7% rispetto al 2023», ha detto Lasorella.

Il presidente Agcom si è poi a lungo soffermato sullo European Media Freedom Act e ha ricordato, fra l’altro, la recente decisione relativa all’esercizio di cronaca con riferimento alle ‘immagini correlate’ agli eventi sportivi. Un passaggio della relazione ha riguardato anche la par condicio, rispetto alla quale sarebbe «necessario un intervento legislativo che estendesse espressamente la disciplina del silenzio elettorale anche alle piattaforme digitali».

In chiusura, ribadendo l’importanza dell’alfabetizzazione digitale oltre che della regolamentazione, Lasorella ha evidenziato l’opportunità di valorizzare il ruolo dell’informazione professionale, soprattutto nella dieta mediatica dei più giovani.

«Una partita – ha concluso – che si gioca non solo sulla quantità di informazioni ricevute, ma soprattutto sulla capacità di verificarle, legarle tra di loro e inserirle in contesti più generali, nella consapevolezza che, secondo la lezione di Habermas, una opinione pubblica consapevole e critica costituisce il fondamento della nostra democrazia». (mf)

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