RSU Editoriale Nazionale e CSP, SLC Cgil Bologna, Milano e Firenze, SLC Cgil Segreteria Nazionale, Fistel Cisl ER, Firenze e Milano, Uilcom Uil Bologna e Firenze, Aser e SiGim hanno diffuso un comunicato congiunto sulla vendita di Editoriale Nazionale a Lmdv di Leonardo Del Vecchio:
“Tutela dei posti di lavoro, investimenti e piani di rilancio. E’ questo che chiediamo dopo l’annuncio dell’accordo raggiunto per la vendita della quota di maggioranza di Editoriale Nazionale alla società Lmdv che fa riferimento a Leonardo Maria Del Vecchio.
Speriamo che l’arrivo di una nuova proprietà possa rilanciare un Gruppo che negli anni ha solo tagliato e ridotto il personale e le buste paghe dei dipendenti (anche attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e prepensionamenti), però ora servono garanzie sul futuro di tutti i lavoratori e soprattutto trasparenza.
Per questo motivo l’incontro già chiesto alla Proprietà, oggi è più che mai urgente per chiarire la situazione e soprattutto capire quali sono nel dettaglio le società del Gruppo interessate dall’ingresso del nuovo socio e la tutela dell’intero perimetro oggetto dell’acquisizione, anche della società del Gruppo Monrif che si occupa della stampa e che dalle notizie attuali sembra incredibilmente non far parte dell’operazione.
Ricordiamo che il Gruppo Monrif opera in regioni importanti come l’Emilia-Romagna, la Lombardia, le Marche, la Toscana, la Liguria, l’Umbria e il Lazio, che ha centinaia di dipendenti (tra giornalisti, poligrafici e tecnici) e quindi auspichiamo che anche le istituzioni tengano alta l’attenzione sulla trattativa per evitare la perdita di posti di lavoro o la penalizzazione di alcuni dipendenti”.
𝗡𝗢𝗧𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗙𝗡𝗦𝗜 – Insieme alle associazioni territoriali coinvolte, Fnsi segue con grande attenzione quanto sta accadendo
a Editoriale Nazionale, la cui quota di maggioranza sarà rilevata dalla società LMDV Capital che fa
riferimento a Leonardo Maria Del Vecchio.
Negli ultimi 20 anni quella del gruppo Riffeser è stata una storia di tagli editoriali e di riduzione del
reddito dei lavoratori tutti, non solo dei giornalisti. La speranza è che adesso si cambi il paradigma, che
si parli di più del valore dell’informazione professionale e che si pensi al suo futuro, che si dia respiro
alle testate del gruppo, mantenendo il perimetro occupazionale e il radicamento territoriale.
Con i Cdr e i colleghi delle associazioni, Fnsi chiederà garanzie e trasparenza alla nuova proprietà, piani
di rilancio, tutela dei posti di lavoro e dei diritti dei lavoratori.
𝗤𝗨𝗜 𝗜𝗡𝗩𝗘𝗖𝗘 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗜𝗖𝗔𝗧𝗢 𝗙𝗡𝗦𝗜 𝗦𝗨 𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗔𝗠𝗣𝗔
La Federazione nazionale della Stampa italiana, che fin dal primo momento ha seguito le vicende riguardanti lo spolpamento di Gedi, continuerà ad occuparsi con attenzione e rigore della cessione de La Stampa al gruppo Sae.
Quando si tratta di occupazione e della sua tutela nelle cessioni ci sono due aspetti che valgono: l’osservanza delle norme, in questo caso il codice civile, e un business plan adeguato per supportare a lungo termine, senza improvvisazione, i livelli occupazionali consegnati.
Tra giornalisti e non giornalisti La Stampa ha 276 dipendenti con un costo del lavoro di milioni di euro, redazioni distaccate e un posizionamento alto nel panorama dell’informazione italiana. È a questi criteri che deve rispondere Sae, editore al quale è stata concessa in esclusiva la due diligence sulla testata del gruppo Gedi.
La Fnsi sarà al fianco dei colleghi della Stampa impegnati in questo momento nella richiesta a Sae di tutele certe, economiche e occupazionali. Il Piemonte è terra di concretezza ed è concretezza, e non piani velleitari, ciò che si chiede a chi si accinge ad acquistare La Stampa.