sabato, Giugno 15

Lavoro e referendum, confronto Fnsi-Cgil: «La precarietà è il più grande bavaglio»

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Alessandra Costante, la numero uno del sindacato dei giornalisti: «Il Jobs act è stato il punto di non ritorno». Il segretario generale della Confederazione generale del lavoro, Maurizio Landini: «Ci sono tutte le condizioni necessarie per raggiungere e superare l’obiettivo delle 500mila firme e determinare un cambiamento sostanziale».

«La Federazione nazionale della Stampa italiana ha deciso di appoggiare e supportare la raccolta di firme della Cgil per i referendum sul lavoro. In particolare il Jobs act è stato il punto di non ritorno per quanto riguarda il lavoro dipendente e il lavoro ‘buono’. Lo dimostra il fatto che dall’anno in cui è stato firmato i giornalisti dipendenti sono diminuiti ed è aumentata la precarietà. E per noi la precarietà rappresenta il più grande bavaglio alla libertà di informazione». Così Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, nel corso del confronto con la Cgil svoltosi venerdì 31 maggio 2024 nella sala Walter Tobagi della sede del sindacato dei giornalisti a Roma.

A illustrare le ragioni della proposta referendaria è stato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, sottolineando che «è importante raggiungere e superare le 500mila firme e depositarle. Ci sono tutte le condizioni per potercela fare e determinare un cambiamento sostanziale. La campagna va vista come elemento capace di costruire un progetto di società differente e proporre una nuova cultura che riparta dal lavoro».

Al forum hanno partecipato anche i componenti della Giunta esecutiva e della Consulta delle Associazioni regionali di Stampa, i rappresentanti degli organismi della categoria, dell’Usigrai e dell’Ungp.

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